L'Ombra del Silenzio: Un'Incertezza Costosa
Avete presentato un progetto ambizioso, compilato meticolosamente la documentazione richiesta e rispettato ogni scadenza. Ora attendete fiduciosi la risposta della Pubblica Amministrazione, ma ricevete in cambio solo... silenzio!
Non sapete più cosa fare e come esortare l'amministrazione a provvedere alla vostra domanda, ma state attenti! Questa assenza di comunicazione non è sempre scevra di effetti!
Il silenzio amministrativo è uno degli scenari più insidiosi e forieri di incertezza per privati, imprese e professionisti del settore edilizio. Esso blocca investimenti, ritarda l'inizio dei lavori e, cosa più grave, lascia il committente nell'impossibilità di sapere se il proprio progetto è stato tacitamente accettato o se rischia un futuro contenzioso.
Silenzio non è sempre Silenzio: Distinguere per Agire
Il primo passo per superare l'incertezza è comprendere che la legge italiana attribuisce al silenzio due significati giuridici radicalmente diversi:
1. Il Silenzio-Assenso: La Risposta Positiva Implicita
In determinate materie – e l'edilizia ne è l'esempio più frequente (si pensi alla SCIA) – la mancata risposta dell'Amministrazione entro i termini di legge è, in realtà, un accoglimento tacito della domanda.
Questo meccanismo nasce per semplificare e velocizzare l'azione amministrativa. Tuttavia, il silenzio-assenso non è una "carta bianca": è valido solo se la domanda e il progetto rispettano rigorosamente tutte le norme vigenti (urbanistiche, paesaggistiche, ecc.). È essenziale che un legale verifichi l'effettiva formazione del silenzio-assenso prima di procedere con l'avvio dei lavori.
2. Il Silenzio-Inadempimento: L'Obbligo di Rispondere Violato
Nei casi in cui la legge non prevede il silenzio-assenso (come per l'accesso agli atti o quando sono coinvolti interessi pubblici preminenti), la mancata risposta si configura come un silenzio-inadempimento.
L'Amministrazione ha l'obbligo di provvedere con un atto espresso. Se tace, essa viola i principi di buona amministrazione e trasparenza, creando una situazione di stallo insostenibile. È proprio in questa paralisi che l'azione del legale diventa decisiva.
Dal Dubbio all'Azione: La Strategia Legale
Quando il procedimento edilizio o urbanistico è bloccato dal silenzio, il ricorso all'azione legale è l'unica via per ripristinare la certezza. L'obiettivo non è semplicemente litigare, ma ottenere un provvedimento espresso in tempi rapidi.
- La Diffida Formale: Spesso, il primo passo è una formale diffida a provvedere. Questa non è solo un avvertimento, ma l'atto preliminare indispensabile che "sblocca" l'inerzia e costituisce il presupposto per l'azione successiva.
- Il Ricorso al TAR contro il Silenzio: Se la diffida viene ignorata, l'azione è diretta al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Con il rito abbreviato contro il silenzio, si chiede al Giudice di ordinare all'Amministrazione di concludere il procedimento (sia con un atto di accoglimento che di diniego).
- Il Commissario ad acta: In situazioni di inerzia ostinata, il Giudice può arrivare a nominare un Commissario ad acta, ovvero un soggetto esterno che si sostituisce all'Amministrazione inerte per emanare il provvedimento mancante, garantendo finalmente una soluzione.
Conclusione: Affrontare l'Incertezza con la Certezza del Diritto
L'incertezza generata dal silenzio amministrativo è un costo che nessuno dovrebbe sopportare. Non è lecito che il futuro dei vostri investimenti o dei vostri diritti dipenda dalla lentezza della burocrazia.
Non aspettate che l'inerzia si trasformi in un diniego irrevocabile. Agire tempestivamente con una strategia legale mirata, che tenga conto della specifica natura del silenzio, è l'unico modo per proteggere i vostri progetti.
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